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Vogliamo essere gli amici di Gesù nelle strade della nostra quotidianita

13 Maggio 2019
di Redazione
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Vogliamo essere gli amici di Gesù nelle strade della nostra quotidianita

Conclusa dal Vescovo l'IGF 2019

“Venite alla festa!” con il titolo della Lettera Pastorale che ha fatto da filo conduttore ad un intero anno dedicato ai giovani e alle famiglie, il nostro Vescovo Mons. Mario Russotto ha concluso la 12° edizione dell’IGF (Insieme Giovani e Famiglie) con una solenne celebrazione eucaristica insieme a cinquanta sacerdoti, a tutti i diaconi e animata dai seminaristi, di fronte allo straordinario panorama su cui si affaccia il teatro di pietra di Resuttano, in una spianata gremita da migliaia di persone di tutte le età.La gioia per l’invito, che è rivolto a ciascuno di noi, è sostenuta dall’amore che lo motiva, ed è una cifra fondativa della fede e della vita cristiana . “Noi vogliamo dire a Gesù: grazie – ha sostenuto il Vescovo - grazie perché hai dato la vita per noi. Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. E noi vogliamo essere gli amici di Gesù anche nelle strade della nostra quotidianità.
Vogliamo essere gli amici di Gesù, nelle nostre case, in famiglia, nel nostro ambiente di lavoro; a scuola, all’università, nelle nostre associazioni, nelle nostre comunità parrocchiali, nel nostro presbiterio. Vogliamo essere gli amici di Gesù, che hanno accettato di partecipare a questa festa.
Forse ci sentiamo indegni, a cominciare da me; forse abbiamo le scarpe troppo infangate; forse ci sentiamo l’anima appesantita dalla zavorra dei nostri egoismi, dei nostri orgogli, della nostra autosufficienza. Forse non guardiamo con gioia il sorgere del sole, pensando a un altro giorno, a un’altra fatica; abbiamo tanta zavorra nel cuore, ci sentiamo poveri, laceri, e Gesù dice proprio a noi, questa sera: “Venite alla mia festa! Voi che siete poveri, laceri, voi che siete smarriti o vi sentite incapaci: per voi è il banchetto dell’amore!
La fraternità riesce a superare la tristezza di una condizione deprivata: “Non ha senso una vita non condivisa con gli altri. - ha concluso il Vescovo Mario - Gesù Tu ci insegni che noi dobbiamo essere Eucaristia del mondo, perché dobbiamo farci piccoli, poveri, per lasciarci mangiare, senza paura. Perché altri trovino la vita, trovino il sorriso, la gioia e la forza di sperare, attraverso noi.”
Rilievo particolare alla giornata delle vocazioni che domenica si celebrava in tutto il mondo: “Qui ci sono una cinquantina di sacerdoti, venuti dai diversi paesi della nostra Diocesi. Sono qui non solo per dire che noi vogliamo realizzare il sogno di Gesù: “Padre che tutti siano uno, perché il mondo creda”, ma vogliono dire a voi, oggi: “Noi siamo pronti a dare la vita per voi, come il pastore per le sue pecorelle”.
Siamo qui proprio attorno all’altare perché quell’Eucaristia che riceverete è un pezzo di ciascuno di loro. In quella Eucarestia c’è un po’ la nostra storia, la nostra fragilità, ma anche il nostro entusiasmo, il nostro voler essere ancora di Dio per voi.
E ci sono anche 11 Seminaristi, 11 giovani. E come vorrei che oggi altri giovani trovassero il coraggio, e anche la spensieratezza, di dire Sì al Signore. Preghiamo, allora, perché i nostri giovani trovino il coraggio di dire Sì, preghiamo perché in famiglia le coppie di sposi trovino il coraggio di ri-dichiararsi il loro Sì, trovino il coraggio di ri-scegliere i loro figli, per vivere la loro genitorialità”.
Con l’IGF si conclude un percorso che quest’anno ha dedicato ai giovani e alle famiglie un’attenzione particolare: oltre alle  quattro Lectio bibliche di Avvento e di Quaresima, l’inizio del progetto di formazione al matrimonio cristiano “L’anello della fede” che ha rifondato profondamente in tutta la Diocesi lo stile e la prassi della preparazione alla formazione della famiglia, e la Missione Giovani, “Lo sguardo della speranza”, con incontri in tutte le scuole superiori, coinvolgendo oltre diecimila studenti, e incontri serali nei principali Comuni per aprire un dialogo con i giovani adulti sulla loro condizione esistenziale, guidato dal Vescovo Mario con l’equipe dei 30 Missionari (giovani, coppie di sposi, seminaristi, docenti, sacerdoti).
L’impegno pastorale diocesano che mette al centro dell’esperienza di fede il tema della gioia sta contrastando con sempre maggiore determinazione la deriva di rassegnazione e passività che da anni corrode le coscienze e il tessuto sociale del nostro territorio. Puntare sui giovani e sulle famiglie ha il segno di questo approccio propositivo, che apre a nuove sfide antropologiche la presenza della Chiesa nella società e sta coinvolgendo tutto il clero diocesano in un impegno unitario che interroga il presente e si propone di costruire il futuro.
 
 
 
 

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