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Vita consacrata: lo specchio della Trinità nel mondo

02 Febbraio 2020
di Redazione
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Vita consacrata: lo specchio della Trinità nel mondo

Celebrata dal Vescovo la Giornata Mondiale al Monastero delle Clarisse

Nel silenzio pulsante di intensa spiritualità della chiesa del Monastero delle Clarisse, gremita in ogni angolo, dopo un’ora di adorazione in preghiera del SS. Sacramento, si è svolta la celebrazione eucaristica per la Giornata Mondiale della Vita Consacrata, presieduta dal Vescovo, Mons. Mario Russotto, (che è il Vescovo delegato per la Vita Consacrata della Conferenza Episcopale Siciliana), con fra Raphael Rivera Gouriyu delegato episcopale, e diversi sacerdoti.Ormai da anni la funzione si celebra nel raccoglimento della chiesa del monastero, in cui nel 1993 San Giovanni Paolo II incontrò le religiose di clausura di tutta la Sicilia nel corso della sua visita a Caltanissetta, e le ragioni di questa scelta le ha ribadite il Vescovo nella sua omelia: “Perché è proprio dalla dimensione claustrale che si spiega il senso radicale della consacrazione. Per noi oggi è come venire qui ad attingere alla fonte, alla radice di quello che siamo in quanto consacrati. Non è l’apostolato, non sono le opere: il carisma, la radice di ogni istituto religioso di vita consacrata è sempre l’intima unione con il Signore”.
Che cosa ci distingue dai laici? si è interrogato il Vescovo Mario - Un abito religioso? Il tipo di opera o di servizio che svolgiamo? Assolutamente no. Ci distingue la donazione totale, radicale, gratuita e incondizionata a Dio, per essere lampade viventi di preghiera davanti a Lui; portando a Lui l’umanità intera, con le sue ferite e le sue fragilità, con le sue sconfitte e le sue illusioni.
Viviamo in un tempo in cui la vita consacrata, dentro e fuori la Chiesa, è fortemente messa in questione. Viviamo in un tempo di ricerca dell’efficienza, di ricerca dell’apparire, di ricerca di opere che possano avere un certo clamore e suscitare l’ammirazione della gente. Noi oggi siamo qui, in questo monastero di clausura, per dire fortemente il primato dell’essere davanti a Dio umanità donata, grembo accogliente della sua grazia, per poter essere un recipiente che dispensa questa compassione di Dio a tutti gli altri.
Di grande profondità e suggestione la metafora del panorama riflesso sul lago per leggere nella presentazione di Gesù al Tempio la presenza della Trinità: “In questa presentazione di Gesù al Tempio, per la prima, unica e ultima volta nei Vangeli, si gioca come un bacio, lo definirei un bacio della Trinità. Quasi un riflesso della Trinità in terraha proseguito il Vescovo.
Come il paesaggio riflesso in un lago: “Al Tempio di Gerusalemme accade la stessa cosa: c’è Dio Padre, lo Spirito Santo e il Figlio, che è questo bacio di congiunzione fra il cielo e la terra, quel Figlio che è Gesù; e qui in terra c’è il padre, che è Giuseppe e lo Spirito Santo che è Maria. Per un attimo è come se l’evangelista ci facesse cogliere, in questa essenza della reciproca presenza, l’umanità come specchio della Trinità”.
Anche S. Chiara, in una letteraha ricordato il Vescovo Mario - parla di questo specchio, dell’anima come specchio della Trinità. Questo specchio che noi dobbiamo tenere sempre più pulito, sempre più puro: ecco la vita consacrata. Ecco perché la Chiesa non può fare a meno della vita consacrata: perché è l’anima della Chiesa che fa da specchio, riflettendo su tutta la Chiesa la SS. Trinità.
E donne e uomini che a Dio hanno consacrato la loro vita, in questo amore radicale, pur con le loro fragilità, queste donne e questi uomini devono, come Gesù, immergersi nella fangosità, immergersi nei lutti, nel dolore, nelle sconfitte dell’umanità; immergersi, con tutta la loro umanità, per far risalire l’umanità affondata nel peccato.
Non è l’immersione fisica, materiale, ma è l’oblazione della propria vita, non per fuggire dall’umanità o per sfuggire al mondo, ma per essere un mondo che si offre, una umanità elevata a specchio della Trinità. Questo noi dobbiamo essere nella società, nella Chiesa, nelle comunità parrocchiali, nei nostri istituti religiosi: ed è necessario permettere allo Spirito Santo di pulire lo specchio della nostra anima, a volte appannata, a volte offuscata, da tutto quello che in noi non ha il sapore, non ha la luce di Dio.
Ci conceda il Signore, allora, di recuperare questo fondamento della nostra consacrazione, perché tutti possano vedere nel nostro volto, nella nostra vita di ogni giorno, il riflesso della Trinità Santissima.
Nella Diocesi nissena (166.000 abitanti in 17 Comuni) operano 101 sacerdoti (tra secolari e religiosi) in 57 parrocchie e 80 Rettorie articolate in 4 Vicariati, 14 diaconi permanenti, 6 comunità religiose maschili e 30 femminili (con 184 religiose).
 
 
(Foto di Silvana Salvaggio)
 
 

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