Sezioni
Approfondimenti 95

Ripartiamo dagli occhi

12 Ottobre 2020
di Redazione
Condividi
Ripartiamo dagli occhi

Editoriale di Mons. Giuseppe La Placa

I mesi difficili e faticosi che abbiamo vissuto durante il lockdown hanno rappresentato una sfida senza precedenti per tutti noi. La pandemia, infatti, ha messo in crisi le nostre certezze, fatto emergere le nostre fragilità, ci ha costretti a confrontarci con i nostri limiti. Un lungo periodo in cui tutto ci è sembrato come sospeso nel tempo e nello spazio e che, alla lunga, ha prodotto in noi dei profondi cambiamenti, sia nel rapporto con la nostra quotidianità, come anche nel rapporto con il mondo esterno e con la realtà che ci circonda.E tuttavia, proprio ciò che abbiamo sperimentato – e continuiamo a sperimentare – come un limite, possiamo invece trasformarlo in una preziosa risorsa per ripartire, per scommettere su nuovi e più importanti inizi.
Le mascherine che siamo “costretti” a portare, ad esempio, se da una parte rendono indistinto il profilo del nostro volto, finendo inevitabilmente per nascondere la nostra identità, i tratti distintivi che ci rendono unici e reciprocamente riconoscibili, hanno però restituito ai nostri occhi e al nostro sguardo quella funzione comunicativa che più di ogni altra ci permette di leggere il cuore dell’altro. Nel nasconderci, la mascherina ha paradossalmente finito per mostrarci di più.
A differenza delle parole, infatti, gli occhi non mentono; rivelano le nostre emozioni, il nostro stato d’animo, i nostri sentimenti. Sono la porta d’accesso all’invisibile interiorità dell’anima. Con gli occhi non solo guardiamo. Con gli occhi esprimiamo felicità e angoscia, desideri, paura e tristezza, comunichiamo amore e intessiamo legami e relazioni. Con gli occhi invochiamo aiuto ed esprimiamo gratitudine: «Quando vi incontrerò di nuovo – così una signora ai medici che l’hanno guarita dal Covid – non ricorderò distintamente i vostri volti, ma riconoscerò infallibilmente i vostri occhi».
Lo sguardo non solo ci esprime, ma ci trasforma. Lo sguardo cambia la vita. È Gesù stesso ad insegnarci la potenza dello sguardo: «Se il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo sarà nella luce» (Mt 6, 22). E se il tuo corpo è luminoso «tutto sarà luminoso» (Lc 11, 36).
Da uno sguardo nuovo, “altro”, sulla vita e sulle persone può allora ripartire la speranza di un futuro migliore.
La nostra vita dipende dallo sguardo con cui guardiamo alle persone e alle cose. Ma anche la vita degli altri dipende dall’attenzione che abbiamo per loro. È proprio quello che Dio fa per ciascuno di noi. La nostra stessa vita, infatti, dipende dallo sguardo di Dio. Da come lui ci vede: «L’occhio del Signore è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benevolenza, per liberarli dalla morte e conservarli in vita in tempo di fame» (Salmo 33).
Guardare la realtà con occhio luminoso significa riflettere lo sguardo favorevole di Dio sull’umanità, significa vedere le possibilità che si aprono, immaginare il bene possibile, il nuovo che può dischiudersi davanti a noi. Lo sguardo luminoso è rispetto profondo, fiducia che favorisce la crescita, attenzione che comunica sicurezza.
Impariamo ad avvolgere di sguardi buoni coloro che ci stanno accanto. Alleniamoci a guardarci tutti con occhi che comunicano amore e prossimità disponibile, al di sopra delle mascherine: anche se non ci siamo mai conosciuti, anche se ci sfioriamo a debita distanza.
Guardiamoci negli occhi con occhi nuovi e risparmiamo qualche parola di troppo; allora il silenzio sarà anche più prezioso di un universo di suoni e di parole.
 

Condividi
Commenti
Ripartiamo dagli occhi
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.

Copyright © 2018 Diocesi di Caltanissetta

Logo L'Aurora Web News
Registrazione del Tribunale di Caltanissetta n. 202 del 29-12-2006 - Redazione: Via Cairoli, 8 - 93100 CL - Direttore Responsabile: Giuseppe La Placa - Redattore: Fiorella Falci.