Sezioni
Parrocchie news 127

"Possiamo passare dal buio alla luce!"

15 Dicembre 2019
di Redazione
Condividi
"Possiamo passare dal buio alla luce!"

Riaperta al culto la Madrice di Delia dal Vescovo Mons. Mario Russotto

Con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Mario Russotto, sabato 14 dicembre è stata riaperta al culto la chiesa madre di Delia, S. Maria di Loreto, dopo oltre un anno di lavori di recupero architettonico e ristrutturazione, finanziati con fondi del Patto per il Sud e, per l'impianto di illuminazione, con le donazioni dei fedeli, guidati dal parroco, don Carmelo Carvello.Di grande suggestione il rito che ha dato inizio alla celebrazione: "Siamo passati dal buio alla luce - ha spiegato il Vescovo - siamo partiti dal fondo della chiesa al buio, perché chi viene in chiesa si porta dentro il buio dei suoi peccati, le tenebre dei suoi errori, le oscurità delle sue debolezze.  Ma ecco che appena varcata la soglia di questo tempio, il primo elemento che si incontra è il fonte battesimale. E come è accaduto per il cieco, di cui parlano i Vangeli, che dopo avere incontrato il Signore va a lavarsi alla piscina, così noi nell’acqua dell’inviato abbiamo come riacquistato la luce.  E la vera luce di questo tempio siamo noi, tutti noi: gli illuminati dalla Grazia di Dio attraverso la Parola e l’acqua battesimale.
"La casa di Dio è casa di preghiera - ha proseguito il Vescovo Mario nella sua omelia - e quindi chi entra qui deve sperimentare il passaggio dal buio alla luce e deve uscire con un rinnovato coraggio di essere testimone di luce, testimone di Vangelo.
Tre parole ha consegnato il Vescovo ai fedeli che gremivano la chiesa: coraggio, costanza, condivisione. "Coraggio vuol dire: metteteci cuore nel vostro agire, ri-prendete in mano il vostro cuore. Perché spesso siamo come divorziati dalla nostra anima, presi da tante cose, afferrati e tirati da una parte e dall’altra, abbiamo come smarrito il nostro cuore, la nostra interiorità. Possiamo ritrovare il coraggio di dare testimonianza del Vangelo. Il coraggio di dire: è possibile passare dalla luce al buio, è possibile vincere ogni tenebra, ogni oscurità, perché la luce di Dio e del suo amore fa irruzione in noi."
"La Costanza ci richiama alla perseveranza nel custodire, nel mantenere questa bellezza. Perché questa chiesa deve essere l’icona della nostra anima: come nella nostra anima, ogni dettaglio deve dire Dio, deve potere esprimere la bellezza che abita in noi. E c’è una bellezza, diceva Dostevskij, è la bellezza dell’umile amore, l’amore che ama e sempre si inchina come servizio."
"L’amore che ama e che dà il cuore - ha concluso il Vescovo -l’amore che qui sperimentiamo nell’inchino misericordioso di Dio, siamo chiamati a donarlo, a Condividerlo con i nostri fratelli: non solo i poveri materialmente ma i poveri di senso, i poveri che non riescono a trovare una direzione nella loro vita; a condividerlo con gli affamati e gli assetati di affetto, di ascolto; a condividerlo con gli storpi, quelli che faticano a camminare con la schiena dritta in questa storia; a condividerlo con i ciechi, quelli che non riescono a vedere la luce di Dio nella loro esistenza.
E' molto facile condividere il pane o condividere il denaro, ma è molto difficile condividere il senso della vita: la gioia di vivere non c’è pane e non c’è denaro che la può dare. Solo chi ha trovato veramente Dio può riflettere la luce e illuminare come sentinella di prossimità il cammino degli altri. Senza pane si può anche tirare avanti, ma senza la gioia di vivere ci si toglie la vita."
"Che ciascuno di noi possa tornare nelle strade della vita con una gioia nuova, un coraggio nuovo, un impegno e una costanza rinnovati, sapendo di essere sempre e comunque accompagnati da una sorella nel nostro cammino, che ci è anche madre: Maria Santissima.  Possa la luce di questa sera illuminare sempre il cuore di ciascuno di voi, e possa veramente questa città di Delia essere una nicchia di luce per quanti hanno bisogno di approdare ad un porto di sicurezza, di accoglienza, di ospitalità."
Le origini della chiesa madre di Delia risalgono al 1300. Inizialmente dedicata a San Nicola, nel 1608 venne dedicata a Santa Maria di Loreto. In seguito al terremoto che nel XVII secolo colpì vaste zone della Sicilia venne ricostruita nel 1712 e poi ampliata con il transetto e la cupola nel 1795. La chiesa presenta oggi, dopo i lavori del secondo dopoguerra, tre navate a croce latina, con sei pregevoli altari di legno scolpito e dorato, l'urna del Cristo della "Scinnenza", la statua del Crocifisso e quella settecentesca  della Madonna delle Grazie del Bagnasco ritoccata dal Biangardi nel 1900.
Particolarmente pregiata è la tela di Santa Rosalia dipinta da Pietro d’Asaro di Racalmuto detto il Monocolo, oltre al prezioso reliquario di maestri argentieri siciliani con un resto sacro di Santa Rosalia portato a Delia dalla famiglia dei  baroni Lucchesi suoi fondatori. 
 
 
 
 

Condividi
Commenti
"Possiamo passare dal buio alla luce!"
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.

Copyright © 2018 Diocesi di Caltanissetta

Logo L'Aurora Web News
Registrazione del Tribunale di Caltanissetta n. 202 del 29-12-2006 - Redazione: Via Cairoli, 8 - 93100 CL - Direttore Responsabile: Giuseppe La Placa - Redattore: Fiorella Falci.