Sezioni
Approfondimenti 125

"Non viralizzate la Chiesa..."

01 Maggio 2020
di Redazione
Condividi
"Non viralizzate la Chiesa..."

L'Editoriale de L'Aurora Aprile 2020 di Mons. Giuseppe La Placa

C’è chi dice che niente sarà più come prima. E chi sostiene, invece, che si tratta di una dolorosa parentesi, chiusa la quale ritorneremo alle consuete abitudini, come se nulla fosse accaduto. Intanto, però, il coronavirus sta sconvolgendo in maniera pesante la nostra quotidianità, le nostre relazioni e la nostra vita sociale e religiosa.
La sospensione delle celebrazioni liturgiche, ad esempio, ha avuto un notevole impatto emotivo e psicologico sulla comunità cristiana, che ha sofferto per la privazione del cibo eucaristico e della vita parrocchiale.
Sospendere la celebrazione della Messa comunitaria è stata indubbiamente una scelta difficile e dolorosa, che ha suscitato opposti sentimenti e non pochi risentimenti. Sia tra i fedeli laici, come anche tra i membri della stessa gerarchia ecclesiastica.
Per alcuni si è trattato di una resa della Chiesa allo Stato, di una sottomissione della fede alla scienza, di un supino appiattimento su logiche esclusivamente materiali, mentre altri hanno trovato la decisione saggia e doverosa, ricordando che la fede è anche sorgente di responsabilità civica e morale, soprattutto quando c’è da difendere e proteggere un bene importante, qual è quello della vita.
Non è qui il luogo per dire ciò che si doveva o non si doveva fare, o se si poteva fare meglio ciò che si è fatto. Solo Dio sa se abbiamo fatto la cosa giusta oppure no! La storia potrà darci solo qualche piccola parziale risposta.
Qui vogliamo semplicemente sottolineare qualche aspetto positivo che, nonostante tutto, questo difficile momento ci sta consegnando come preziosa eredità per la nostra vita cristiana.
Innanzitutto il valore della libertà. Un valore che, per distrazione o superficialità, diamo spesso per scontato, come ad esempio la grazia di vivere in un paese dove possiamo professare liberamente la nostra fede, mentre milioni di cristiani in tutto il mondo sono costretti alla clandestinità, perché vittime di odio religioso, di limitazioni di ogni genere, a volte anche di persecuzioni.
E ancora: se, da una parte, la costrizione della necessità ci impone la privazione della liturgia celebrata in chiesa, dall’altra, ci sta offrendo l’occasione e la possibilità di riscoprire il carattere “sacerdotale” del nostro battesimo, facendoci apprezzare il valore e la bellezza di un culto celebrato con la vita oltre che con il rito. Vivere in questi giorni la nostra fede in una dimensione domestica, infatti, non deve apparirci come un impoverimento del nostro rapporto con Dio, ma come una “buona pratica” da non abbandonare, ma affiancare – passata l’emergenza – alla partecipazione attiva e gioiosa alla vita della comunità e alla celebrazione della liturgia e dei sacramenti in chiesa.
E, infine, il mondo digitale. L’epidemia, se ha fermato le attività delle nostre parrocchie, non ha certamente bloccato la fantasia e il cuore dei nostri sacerdoti. Attraverso il web e i social media, infatti, essi – in primis il nostro Vescovo –, con celebrazioni e momenti di preghiera, sono “entrati” in tutte le case per seminare speranza e sostenere le famiglie in questo difficile momento.
Quello digitale è un mondo che, d’ora in poi, come Chiesa non potremo più superficialmente trascurare. Andranno sicuramente esplorate le tante possibilità che i nuovi media sono in grado di dischiudere alla pastorale, soprattutto nel campo della formazione e della catechesi, assai più ampie rispetto a quello della liturgia e dei sacramenti che – ha ricordato in questi giorni Papa Francesco – non possono mai essere “viralizzati”.
I sacramenti, infatti, non sono gesti magici che automaticamente producono la grazia, e non possono essere celebrati se non in presenza reale e non virtuale o digitale.
Solo “prendendo e mangiando il suo corpo” Cristo ci assimila a sé, non attraverso lo schermo di un computer, di un telefonino o di un televisore.

Condividi
Commenti
"Non viralizzate la Chiesa..."
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.

Copyright © 2018 Diocesi di Caltanissetta

Logo L'Aurora Web News
Registrazione del Tribunale di Caltanissetta n. 202 del 29-12-2006 - Redazione: Via Cairoli, 8 - 93100 CL - Direttore Responsabile: Giuseppe La Placa - Redattore: Fiorella Falci.