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"La Vergine in ascolto"

11 Dicembre 2019
di Redazione
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"La Vergine in ascolto"

Grande mostra di Natale al Museo Diocesano

È il colore a rendere la visione dell’ascolto, quella teo-fonia della Voce divina che ha parlato nel cuore di Maria nel dialogo che ha capovolto la storia: l’Annunciazione è il tema della mostra di Natale del Museo Diocesano del Seminario La Vergine in ascolto-Il racconto del dialogo intimo e fecondo che ha cambiato la storia, inaugurata dal Vescovo Mons. Mario Russotto mercoledì 11 dicembre con una meditazione di straordinaria profondità spirituale e teologicadopo un vernissage in cui è stato presentato ufficialmente il nuovo Direttore del Museo, l’arch. Giuseppe Di Vita, con il team di esperti che lo affianca ed un programma di rilancio dell’attività culturale che fa del Museo Diocesano un punto di riferimento fondamentale del territorio. 
Un allestimento particolarmente curato, un circuito raffinato e suggestivo di immagini, sculture, bassorilievi, con al centro la Parola, il testo dell’annuncio, in una preziosa incisione del ‘500, una xilografia di Jeronimo Nadal in un Vangelo proveniente dall’antica Biblioteca dei Gesuiti di Caltanissetta.
Il territorio della Sicilia centrale è lo spazio storico-culturale in cui si iscrivono le opere esposte, provenienti dalle attuali Diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina, prodotte dal XVI al XX secolo, (quando l'arte sacra era l'universo mediatico anche dei poveri), con tecniche diverse di pittura, scultura e rilievo, che raccontano la rappresentazione dell’attimo fondativo della storia della salvezza, con i diversi linguaggi espressivi che ne hanno comunicato la forza spirituale ai credenti di secoli diversi, centrandone l’identità collettiva in quell’istante dell’Incarnazione in cui la speranza ritornava ad essere il futuro possibile delle persone e dei popoli.
Il colore ha dato corpo al Mistero nei dipinti, in una lettura teologica complessa ma di immediato impatto comunicativo, rendendolo leggibile a tutti, nel dialogo interiore di Maria con il suo Signore, che le chiede di essere suo Figlio attraverso la mediazione dell’Angelo, presenza immateriale che rende visibile la Voce.
C’è quasi sempre la Trinità nelle immagini, ad abbracciare l’orizzonte di Maria e ad includerla nella relazione in cui si esprime la divinità, tessuta dallo Spirito Santo onnipresente; Maria che ha sempre il volto semplice e luminoso, dolce e fiero di una figlia del popolo siciliano, mai troppo etereo e disincarnato, ma sempre consapevole nell’espressione della responsabilità di accogliere e custodire il Creatore, anche a costo della propria vita.
Le sculture in particolare declinano i linguaggi dell’arte contemporanea nelle sue diverse espressioni: i bronzetti stilizzati di Eros Pellini, il grande bassorilievo su resina di Ennio Tesei e le due figure del gruppo statuario del Genovese, tipiche dei riti della devozione popolare, raccontano il dialogo interiore tra il divino e l’umanità generatore di una gioia profonda e composta, di una beatitudine maturata e non esibita, di un’accoglienza materna pensosa e consapevole, sempre alla presenza del libro aperto della Scrittura, della Parola pronta all’Incarnazione in un corpo di donna.
Si fronteggiano nei due fuochi dell’ovale che segna il percorso dell’esposizione una grande pala d’altare attribuita a Mattia Preti, maestro del barocco napoletano, e l’icona assoluta delle Annunciazioni di tutti i tempi: quella di Leonardo da Vinci custodita agli Uffizi, riprodotta nelle sue dimensioni reali su un pannello luminoso che valorizza la sua prospettiva aerea, dedicato al 500° anniversario della morte del genio universale.
È un modo solenne ed umile nello stesso tempo per celebrare a Natale l’universalità dell’evento dell’annuncio a Maria, madre di Dio, madre dell’umanità e madre della Chiesa: una maternità in cui la carne e lo spirito si intrecciano nella Parola che sceglie di entrare nella storia attraverso di Lei, unica creatura umana capace di attrarre lo Spirito con la dignità della sua innocenza consapevole, di autentica Madre.
Un percorso di preghiera in Cappella Maggiore è proposto da una brochure dell’Ufficio Catechistico Diocesano: Fermarsi…a pregare, che sarà disponibile per tutta la durata della mostra, dall’11 dicembre all’8 gennaio, con il Cantico di Anna (1Sam 2, 1-10), il Vangelo secondo Luca che racconta l’Annunciazione (Lc 1, 26-38), un’Orazione a Maria e tre piste di riflessione sul dialogo tra cielo e terra e l’annuncio di gioia e di speranza che il mistero dell’Incarnazione ha donato all’umanità.
 
(Foto di Alberto Virzì)

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