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La "Tela" della Passione e della speranza

20 Marzo 2021
di Redazione
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La "Tela" della Passione e della speranza

A Marianopoli l’opera di due artiste fa rivivere l’antica tradizione

La Tela della Passione è sull’altare della Chiesa Madre di Marianopoli, dal quinto sabato di Quaresima secondo la tradizione, a velare il Crocifisso fino alla notte della Resurrezione. 
È opera di due artiste che l’hanno dipinta, Anna Mastrosimone e Irene Cordaro, entrambe con alle spalle studi compiuti presso l’Istituto d’Arte che hanno messo a frutto in questa impresa, nata dalla collaborazione con il giovane parroco di Marianopoli, Padre Bernardo Briganti, che della cultura figurativa religiosa è un grande estimatore e studioso, e che da anni coltivava il desiderio di riprendere la tradizione delle “Tele”, ancora presente nei paesi dell’interno e dell’area madonita in particolare, le cui chiese conservano pregevoli esemplari dalla storia secolare.
L’idea è nata da Padre Bernardo – racconta infatti Anna Mastrosimone, fotografa, esperta di immagine e una delle due autrici della Tela - Negli anni precedenti ha sempre messo una stoffa viola per velare il Crocifisso e continuamente osservava le antiche tele ed esprimeva sempre il desiderio di volerla fare nella nostra chiesa madre. Solo dieci giorni fa ha proposto a me e a Irene di dipingerla, il tempo era troppo breve ma non siamo riuscite a dire di no. Ci siamo subito adoperate e da quel momento non abbiamo più dormito per la paura e la tensione di non essere all’altezza di una cosa così grande, tra l’altro dipinta con mille difficoltà: a terra, in ginocchio, senza la possibilità di guardarla a distanza e in verticale per controllare prospettive e proporzioni. Ma ci siamo sentite accompagnate passo passo da Gesù e dalla Madonna che ci hanno assistito in ogni momento. Io ho elaborato una bozza di immagine, l’abbiamo valutata insieme a Padre Bernardo e Irene, e subito all’opera, non c’era tempo da perdere. Abbiamo usato colori acrilici su stoffa di cotone: la scelta del colore monocromatico in scala di grigio è data dal periodo che viviamo in Quaresima, quasi alle porte della Passione, quasi a comunicare tristezza, silenzio…per poi gioire la notte del Sabato Santo, quando la tela cadrà e dietro troveremo Gesù risorto”.
La tela di Marianopoli misura 5,80 x 2,90 metri, e rappresenta la Croce dopo la deposizione di Cristo, raffigurato ai piedi della Croce nella classica icona della Pietà. Sapiente il gioco di sfumature sulle diverse tonalità che dal bianco al nero declinano con essenziale potenza figurativa la scena più drammatica della Passione di Cristo, il dolore dell’umanità straziata di Maria, rendendo con sensibilità contemporanea un’immagine senza tempo, impressa nell’immaginario collettivo da secoli di produzione artistica e di pietà popolare, quando, nella veglia pasquale, A calata da’ tila provocava l’improvviso disvelamento al canto del Gloria, per comunicare ai fedeli, con la suggestione della sorpresa, il momento solenne della Resurrezione.
Immagine particolarmente vicina all’atmosfera di questi mesi di silenzio segnati dallo smarrimento per la pandemia, la Tela di Marianopoli diventa in questa Pasqua il simbolo di un viaggio spirituale verso il riscatto, la testimonianza di una speranza attiva, del valore dell’impegno del popolo di Dio che non si limita all’attesa, ma vive la resistenza al male mettendo a frutto tutti i propri talenti.
 
 

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