Sezioni
News e Comunicati 299

"La responsabilità della santità"

19 Ottobre 2019
di Redazione
Condividi
"La responsabilità della santità"

Padre Angelico Lipani terzo Venerabile della Chiesa nissena in dieci anni

Tutti siamo chiamati ad essere santi: vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove noi ci troviamo.” Con queste parole il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato della Città del Vaticano e componente della Congregazione per le Cause dei Santi, ha celebrato la consegna del Decreto di Venerabilità di Padre Angelico Lipani, in Cattedrale, il 15 ottobre, 134° anniversario della Congregazione delle Suore Francescane del Signore, che proprio il cappuccino nisseno volle fondare per portare la solidarietà e l’aiuto concreto ai più poveri tra i poveri, nella Caltanissetta di fine ‘800.“Non vi nascondo che a me ha fatto molto del bene avvicinarmi a lui – ha proseguito il Cardinale nella sua omelia - che si è dato totalmente al Signore ed è stato fedele alla sua vocazione, nonostante le numerose difficoltà che ha incontrato nel suo cammino. La storia di questo cappuccino ci invita a raccogliere l’invito di Papa Francesco ad uscire, soprattutto noi sacerdoti, dalla routine pastorale ordinaria per farci carico delle situazioni di urgenza pastorale e sociale e a fare ogni giorno un passo avanti verso la santità.”
Anche la Lettera pastorale che il vostro Vescovo vi ha indirizzato per l’inizio di questo anno pastorale – ha ricordato S. Em. Bertello - è proprio dedicata alla testimonianza: “Dal buio alla luce. Il coraggio della testimonianza”, perché, come scriveva S. Ignazio d’Antiochia: “Non basta professare la fede, bisogna praticarla: è meglio non dire che sono cristiano ma comportarmi come cristiano”.
Mi ha colpito molto – ha concluso il cardinale Bertello - il fatto che in pochi anni tre persone, tre cittadini, uno era il vostro Vescovo Jacono, Padre Angelico e una donna, Marianna amico Roxas, sono state proposte alla Chiesa universale come Venerabili.
Vuol dire che la vostra comunità cristiana ha anche una responsabilità, si assume anche una responsabilità di fronte alla Chiesa: quella di testimoniare la vostra fede, di testimoniarla là dove il Signore ci ha messo e poi dimostrarla, attraverso l’opera di carità.
Padre Angelico in questo è stato un precursore: una volta le persone abbandonate, gli orfani, erano i poveri. Oggi abbiamo altre categorie di poveri:non dimentichiamo che accanto alla povertà materiale, ce n’è tanta in giro, c’è anche la povertà spirituale. Quante persone forse hanno bisogno di sentire da noi una parola, di sentire anche solo una vicinanza, di sentire che partecipiamo alle loro vite nei momenti difficili. Padre Angelico ha saputo interpretare, ha saputo leggere alla luce della fede la storia quotidiana che lui viveva, per tradurla innanzitutto in preghiera, per tradurla poi anche in opere. Opere di carità, le Suore che sono qui ne sono la testimonianza; sono anche eredità, portano questa eredità in tutte le parti del mondo”.
Nella Cattedrale gremita come nelle occasioni più solenni, con il fercolo del Crocifisso Signore della Città solennemente esposto accanto all’altare, le suore della Congregazione dimostravano con la loro presenza questa mondialità solidale dell’opera preziosa di Padre Angelico: provenienti da tutti i continenti, con una Madre Generale, Suor Priscilla, brasiliana, ed un Consiglio Direttivo con suore africane, asiatiche, sud americane e italiane, sono la prima testimonianza vivente dell’eredità spirituale e concreta del Venerabile nisseno, partita dal cuore della Sicilia più povera e capace di coniugare preghiera e azione di carità con una spiritualità che parla alle contraddizioni della società contemporanea.
In piena sintonia con la lettura del Cardinale il saluto del nostro Vescovo, Mons. Mario Russotto, che ha aperto la celebrazione, a nome di tutto il clero diocesano, massicciamente presente in Cattedrale, ed ha sottolineato l’impegno rivolto a tutto il popolo di Dio per una santità testimoniata tutti i giorni, con coraggio ed umiltà:
Noi non abbiamo molto da offrire, ma il Signore ci sta tracciando il cammino. Noi dobbiamo saper offrire, in questo momento non facile per la Chiesa e per la società, la luce della santità. Aver avuto in dieci anni tre Venerabili, significa, indica un appello di Dio a diventare santi, a lasciarci santificare: o santi o niente! O santi o siamo inutili a noi stessi e agli altri.
Padre Angelico è morto con sulle labbra l’invito alle carissime sue figlie, le Suore Francescane: “Fatevi sante!” E noi vogliamo, anche nella Sua persona, esprimere al Santo Padre il nostro desiderio di santità e il desiderio delle Suore Francescane, guidate ora dall’amata Madre Generale, Madre Priscilla: il nostro impegno dichiarato al Papa di voler essere santi a tutti i costi.”
(Foto di Michele Pecoraro)
 
 
 
 
 
 

Condividi
Commenti
"La responsabilità della santità"
Il tuo messaggio è stato correttamente registrato e sarà valutato al più presto da un moderatore.

Copyright © 2018 Diocesi di Caltanissetta

Logo L'Aurora Web News
Registrazione del Tribunale di Caltanissetta n. 202 del 29-12-2006 - Redazione: Via Cairoli, 8 - 93100 CL - Direttore Responsabile: Giuseppe La Placa - Redattore: Fiorella Falci.