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"La nostra è la Chiesa della gioia!"

02 Giugno 2019
di Redazione
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"La nostra è la Chiesa della gioia!"

Celebrata l’Ascensione dal Vescovo nella Chiesa Madre di S. Cataldo

Noi siamo la Chiesa della gioia!”: questa la conclusione, limpida e impegnativa, dell’omelia della solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, Mons. Mario Russotto, nella Chiesa Madre di S. Cataldo, trasmessa in diretta da Rai1.Ricorre anche il 280° anniversario della dedicazione della Madrice sancataldese, voluta dal principe Galletti a metà del XVIII secolo, e per la solennità dell’Ascensione la Rai ha scelto la celebrazione del nostro Vescovo per la diretta della S. Messa domenicale, che viene vista in tutto il mondo anche grazie a Rai International.
Si celebrava domenica anche la Giornata di preghiera per le vocazioni sacerdotali e la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: a concelebrare insieme al Vescovo il Rettore del Seminario padre Alfonso Incardona e l’arciprete di S. Cataldo padre Biagio Biancheri.
Sottolineato con forza nell’omelia il senso dell’Ascensione per l’inizio della storia della Chiesa e del popolo di Dio: “Con l’Ascensione il Signore non si allontana dai suoi, perché sarà sempre in cammino con tutti i discepoli pellegrini nel mondo. La sua non sarà una presenza fisica e, dunque, limitata nello spazio e nel tempo, ma una presenza spirituale, illimitata, ovunque e sempre. La sua distanza assoluta dalla terra è in realtà una vicinanza assoluta, perché se prima era vicino a noi con il suo corpo, ora è in noi con il suo stesso Spirito”. 
L’Ascensione si presenta dunque come il grande e definitivo esodo – ha proseguito il Vescovo - il grande e vero sabato, il fine e la fine del lavoro di Dio. E tutto questo segna l’inizio del nostro esodo: mentre ascende al cielo, Gesù “conduce fuori” anche i suoi discepoli, vuole che siano sempre una Chiesa in esodo!” Poi compie un gesto straordinario: «alzate le mani li benedisse». (…) Per tutto il vangelo abbiamo aspettato questa benedizione, e ora a noi giunge nella comunione di Gesù con il Padre. Quando era sulla terra Gesù passava bene-facendo. Ora, risorto e glorificato, rimane bene-dicendo. Gesù benedice i suoi discepoli mentre si allontana da loro. Il suo andarsene verso il cielo genera un vortice che ci risucchia a Lui per sempre. La sua distanza non è assenza, perché crea in noi quel vuoto e quel desiderio che Gesù stesso riempie e compie con la sua Parola in Spirito e Verità.”
La conclusione dell’omelia è un vero inno alla gioia come identità e missione della Chiesa nel mondo:
E «tornano a Gerusalemme con grande gioia» (Lc 24,52): non c’è la nostalgia del distacco, ma la certezza del dono. Questa gioia è l’inizio della Chiesa, ciò che la muove nel suo cammino. È la gioia di chi ha raggiunto ciò che desidera. Nell’Ascensione si compie la gioia annunciata a Natale. E la gioia sarà piena quando tutti i figli saranno nella casa del Padre. La sua Ascensione è il principio della missione della Chiesa: cercare Lui per essere con Lui nella gioia. Perché la nostra è la Chiesa della gioia! Questa è la nostra vocazione: una vocazione, diceva San Paolo VI, che viene d’altronde; una vocazione e una gioia che sono spirituali.
E allora la missione di evangelizzazione avviene per contagio fascinoso! Questa umanità, con le sue ferite e i suoi drammi, noi dobbiamo tirarla fuori dalla tristezza, contagiandola con la nostra gioia, che trova la sua ragion d’essere nel saperci amati da Dio, fino allo spreco. E allora, adesso, tutto comincia!
 
 
 
 
 

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