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"La lancia di S. Michele è la speranza che sconfigge ogni paura"

08 Maggio 2020
di Redazione
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"La lancia di S. Michele è la speranza che sconfigge ogni paura"

Il Vescovo Mario in Cattedrale nel giorno di S. Michele

S. Michele sembrava volare, tra gli archi barocchi della Cattedrale, svettanti come le onde del mar Rosso aperte davanti a Mosè, durante la Messa per l’anniversario della sua apparizione miracolosa del 1625, quando salvò Caltanissetta dalla peste. 
Oggi il Vescovo Mario ha celebrato a porte chiuse, senza quel popolo che tanta devozione ha sempre tributato all’Arcangelo combattente, fino a volerlo Patrono della città dopo il miracolo, e ha chiesto la sua intercessione potente:
Sono venuto a implorare dal Signore, per intercessione di S. Michele, che continui ad assistere e a risparmiare la nostra città. Sono venuto a chiedere che questa emergenza del Coronavirus possa finire prima possibile, perché tante nostre famiglie stanno vivendo una grandissima difficoltà dal punto di vista economico.
Con la Caritas Diocesana assistiamo circa 500 famiglie – ha continuato il Vescovo Mario - non solo a Caltanissetta ma in tutti i paesi della nostra Diocesi, oltre a tutto quello che le singole parrocchie fanno. Le nostre piccole e medie imprese si trovano in grande difficoltà a causa di questa emergenza, e una città che è già in crisi di suo non può precipitare ancora più in basso, perché la risalita sarà poi difficilissima.
Anche perché in queste circostanze spuntano sempre gli avvoltoi, ammantati magari di benefattori sociali, che cercano il loro personale interesse, allargando sempre più il divario fra i ricchi e i poveri”.
Accorata e commossa, l’omelia del Vescovo, che ha fatto vivere la giornata tradizionalmente dedicata alla devozione popolare con l’immagine suggestiva della statua del Santo al centro della Cattedrale, vicino alla grande porta, nel punto più vicino all’esterno, ad un passo da quella piazza che ogni anno trabocca di popolo per rendere omaggio al Patrono e che quest’anno è vuota e spettrale come il resto della città.
La celebrazione, unica nella storia nissena, come unica era stata la processione del Vescovo Mario con il SS. Sacramento Giovedì Santo, ha lanciato un messaggio di speranza e di incoraggiamento in questo momento così difficile e angoscioso: “Noi siamo figli della vita e vogliamo vivere la nostra vita con dignità, a testa alta, facendo della terra un lembo di cielo.
Chiediamo a Dio Padre delle misericordie, nella preghiera che Gesù ci ha consegnato, che si realizzi: come in cielo, dove c’è solo il bene, che trionfa sul male antico, e così anche in terra Dio ci aiuti a far vincere il bene sul male che sempre si insinua, nelle nostre vite, nelle nostre famiglie, nella nostra città.”
“S. Michele porta la lancia-ha concluso il Vescovo-e noi vogliamo, allora, sempre più attrezzarci di questa lancia della preghiera, la lancia della speranza che sconfigge ogni paura, vogliamo armarci della lancia del coraggio per risalire da questa terribile situazione e capire che ognuno è responsabile della vita e della salute degli altri, e che nessuno può essere realmente felice isolandosi dagli altri.
Ma S. Michele porta al fianco anche la spada, ed è la Parola di Dio: quella Parola che, come spada a doppio taglio, ferisce e guarisce, interroga e inquieta, perché ci dice Dio e ci illumina il sentiero della vita.
Ma noi vogliamo chiedere a S. Michele che ci dia anche la sua corazza: la corazza delle virtù teologali, la corazza della fede, per credere nonostante tutto, per sperare contro ogni speranza, per essere sempre sul punto di nascere come amore, come dice S. Paolo: l’amore ad ogni costo, l’amore sempre, comunque, ovunque e nei confronti di chiunque”.
 

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