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Il Vescovo consacra la chiesa di Gaddira

15 Dicembre 2019
di Redazione
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Il Vescovo consacra la chiesa di Gaddira

SS. Crocifisso in contrada Gaddira (S. Cataldo)

Domenica 15 dicembre alle 10,30 nella Rettoria del SS. Crocifisso in contrada Gaddira La petra di S. Cataldo il Vescovo Mons. Mario Russotto ha consacrato la chiesa e  l'altare durante una solenne celebrazione eucaristica.La Rettoria di Gaddira, pur trovandosi nel territorio di Caltanissetta, fa parte della parrocchia S. Maria del Rosario in S. Cataldo, guidata dal parroco padre Carmelo Sanguedolce, e dal Vicario parrocchiale recentemente nominato padre Salvatore Asaro.
"Il cuore di questa chiesa è l’altare - ha sottolineato il Vescovo nella sua omelia -l’altare che rappresenta Cristo Gesù che si immola ogni volta per noi, e ogni volta dal suo costato trafitto fa uscire l’acqua e il sangue del nostro parto spirituale. La trafittura del costato di Cristo, con tutto quello che Lui lì, nel nulla, rappresenta, è fortemente espressa nella iconografia di questo altare. Qui viene rappresentata in sintesi la storia della salvezza che ruota attorno al mistero del Crocifisso.
il Crocifisso diventa la rivelazione piena e definitiva di Dio: in Cristo Gesù crocifisso Dio ha detto compiutamente se stesso quaggiù. Non ha alcun’altra parola da aggiungere. E allora chi vuole veramente capire Dio deve inginocchiarsi ai piedi del Crocifisso, perché in quel nulla d’uomo si rivela il tutto di Dio. In quell’inchino che il Crocifisso fa a ciascuno di noi è redento e risanato ogni cuore; e mentre il Crocifisso si inchina a noi, chinando il capo perché tutto sia compiuto, allarga le sue braccia ad accoglierci, ad ospitarci in quella fenditura del suo costato, come nella fenditura della roccia (e il termine biblico è uguale) si è rifugiata la sposa del Cantico.
E' un nuovo Cantico dei Cantici che il Crocifisso vuole intonare - ha concluso il Vescovo Mario -con noi, con il suo popolo, per dire che noi siamo l’amata sposa, e solo nella fenditura del suo costato può trovare senso ogni nostro dolore, può trovare speranza ogni nostra sofferenza, può trovare conforto ogni nostra ferita. E allora davvero quell’Io sono innalzato, che tutti a sé attira, è motivo di gioia, di speranza e di consolazione.
Oggi rendiamo lode al Signore per questa grande opera che anche in questa campagna, in questa periferia di città si compie, perché come diceva S. Francesco d’Assisi: ogni volta che camminando vedo da lontano una chiesa non posso non chinare il capo all’amore di Dio che si rende sempre presente a me".
La piccola chiesa di Gaddira risale alla metà del XVIII secolo: non si conosce la data esatta della sua fondazione. In occasione della visita pastorale del 1745 il vescovo di Agrigento ispezionò le chiese extra moenia tra cui la chiesa del Crocifisso nel feudo Gibillinorum.
La piccola costruzione, libera su tre fronti, con il lato sud adiacente a delle abitazioni private, presenta un prospetto a capanna, concluso da una campana con incastellatura di ferro, con una porta rettangolare sormontata da una finestra circolare. Completamente ristrutturata, con un nuovo altare in cui è stata collocata una reliquia del Beato Giacomo Cusmano, l'ambone, la sede ed una Casa Canonica nei locali antistanti la Chiesa, acquistati e ristrutturati con fondi CEI. I lavori sono stati diretti dall'arch. Giuseppe Di Vita, direttore dell'Ufficio Tecnico Diocesano.
 
 

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