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I bimbi di Montessori donna controcorrente

01 Settembre 2020
di Redazione
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I bimbi di Montessori donna controcorrente

150 anni dalla nascita della pedagogista

Resta aperto il dibattito sul suo metodo, sulle contraddizioni della sua vita e sul modo di guardare all’infanzia. Attualissima l’idea di scuola votata al cambiamento e non alla conservazione 
Una vita controcorrente a chiedere rispetto per i protagonisti dell’infanzia perché Il bambino è il maestro, come titola la biografia di Cristina De Stefano (Rizzoli, pagine 384, euro 19): nel senso che ha le capacità di apprendere da sé stesso, per così dire, imparando, senza dover seguire lezioni di un insegnante che invece deve stargli accanto, ascoltandolo, osservandolo, lasciandolo libero, valorizzando le espressioni della sua creatività, finalità essenziale la sua autonomia.
Una vita controcorrente a liberare piccoli ospiti con problemi comportamentali o psichici dagli istituti dov’erano rinchiusi, consapevole che gli «oppressi della società sono pure gli oppressi della scuola»: società che deve avere tutti i bambini al suo centro, e non solo al centro del processo educativo; scuola che ha come vero scopo quello di lasciar scaturire nei piccoli il loro interesse naturale per la conoscenza, consentire loro di coltivarlo, studiandone la «polarizzazione dell’attenzione».
Perché come lei denunciava nel 1951: «Il bambino come personalità importante in sé stessa - e che ha bisogni diversi dall’adulto, per raggiungere le altissime finalità della vita - non fu mai considerato. Egli fu visto come un essere debole aiutato dall’adulto: non mai come una personalità umana senza diritti…». Lei è Maria Montessori, medico, neuropsichiatra infantile, educatrice, a lungo punto di riferimento per la pedagogia moderna, caratterizzata da un approccio scientifico (in realtà possibile solo oggi con le neuroscienze) nonché da una vocazione praticoprogettuale (declinabile in chiave interdisciplinare), il cui ritratto finì sulla banconota di mille lire e della quale ricorrono i centocinquant’anni dalla nascita che fu il 31 agosto 1870 a Chiaravalle, vicino Ancona.
Un anniversario che ha visto mandare in libreria, oltre a quella della De Stefano, almeno un’altra biografia interessante della celebre 'dottoressa' scritta da Valeria Rossini e prefata da Andrea Bobbio: Maria Montessori. Una vita per l’infanzia. Una lezione da realizzare (San Paolo, pagine 256, euro 22). E insieme nuovi volumi come le lezioni tenute dalla Montessori in Sri Lanka nel 1944 dove l’aveva sorpresa lo scoppio della guerra), ora raccolte sotto il titolo Tutto quello che dovresti sapere sul tuo bambino curato da Antony Gnana Prakasam (Garzanti, pp. 168, euro 10). Oppure ristampe di altri significativi testi montessoriani ad esempio Il peccato originale, inedito curato da Fulvio De Giorgi (Scholé, pagine 208, euro 15,50), che mostra come per la Montessori la dottrina cristiana del peccato originale non sia in contraddizione col suo metodo.
«Nella Creazione la Bibbia dice che l’uomo fu fatto a immagine ed a somiglianza di Dio; e il peccato originale ha scomposto questo divino disegno? Noi però dobbiamo coll’educazione assecondare la grazia redentrice dovuta al Cristo, per cercare di ricondurre l’uomo nei limiti del primitivo disegno cioè all’immagine di Dio», così leggiamo in queste pagine. Resta il dato che c’è voluto parecchio tempo per prendere atto della complessità della figura e del pensiero di questa donna geniale tra medicina, psicologia, pedagogia sociale, attivismo, positivismo, femminismo e via dicendo, categorie insufficienti a inquadrarla. Come pure per sgretolare - e forse non completamente - sia l’immagine quasi mitologica di una Montessori capasospetto ce di attraversare indenne tutte le tempeste della sua vita personale e quella del suo tempo (la rinuncia al matrimonio, il figlio piccolo non tenuto con sé e affidato a una famiglia, il rapporto col fascismo che la vide prima chiedere e ottenere il sostegno del Duce, poi allontanarsene, ecc. ) sia la leggenda nera della Montessori teosofa, laicista, massona anticristiana, benché si possa documentare facilmente la perdurevole diffidenza nei suoi confronti in rilevanti ambienti pedagogici cattolici, (si veda anche il riquadro in questa pagina) ma pure marxisti o liberali.
Insomma è indubbio che il pensiero montessoriano sia stato oggetto di fraintendimenti e, certamente, l’intento dichiarato di scientificizzare il sapere sull’educazione ha scompaginato rassicuranti equilibri. Ma successi e traguardi, contrasti e contraddizioni, che ne hanno costellato nel tempo le tappe della vita - facendo di lei un personaggio osannato o come minimo guardato con - se abbracciati senza pregiudizi possono offrirci il profilo di una donna caparbia e anticonformista, con la sua fede in una scuola votata al cambiamento e non alla conservazione, col suo impegno -riconosciuto da Benedetto XV , Pio XII, Paolo VI… - nell’assumere personalmente le fragilità e potenzialità dei bambini, caricandosi del loro bisogno di cura e di educazione, dall’Europa all’Asia, all’America, per tutta la vita.
Marco Roncalli
(Fonte Avvenire 30 agosto 2020)

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