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"Ha respirato la bellezza d'amore di Dio"

26 Aprile 2021
di Redazione
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"Ha respirato la bellezza d'amore di Dio"

Padre Zaccaria ricordato dal Vescovo ad un anno dalla scomparsa

Nella Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni e nella domenica del Buon Pastore il Vescovo Mario ha presieduto la celebrazione eucaristica a S. Michele ricordando Padre Zaccaria, ad un anno dal suo ritorno alla casa del Padre. 
Figura straordinaria ed esemplare di pastore e di paziente coltivatore di tante vocazioni, come ha ricordato nel saluto iniziale il Ministro Provinciale dei Cappuccini Padre Salvatore, che aveva frequentato quindicenne il Convento di Caltanissetta e qui aveva conosciuto la sapienza delicata di Padre Zaccaria nella guida spirituale di tante giovani vocazioni, capace come pochi di ascolto empatico e di dialogo costante, attento all’interlocutore, aperto ad accoglierne le domande, ad orientarne le incertezze.
L’essenza che identifica il Buon Pastore nel Vangelo di Giovanni, ha ricordato il Vescovo Mario nell’omelia, è nella sua libera volontà di consegnarsi:Gesù è il Buon Pastore perché consegna la sua vita per noi, in obbedienza al mandato ricevuto da Dio Padre. Quindi Gesù non è vittima di circostanze, non è vittima di intrallazzi e reti tessute da uomini per togliergli la vita: è Lui stesso che prende la sua vita e la consegna, come la riprenderà. Il potere, cioè l’autorità, l’autorevolezza che ha Gesù consiste proprio nel consegnare volontariamente la sua vita perché si realizzi il suo sogno: ci sarà un solo gregge e un solo pastore.
Gesù dunque non è vittima ma compie il disegno del Padre facendo della sua vita un dono d’amore, una consegna, come sottolinea spesso il quarto Vangelo: il Padre consegna il Figlio, il Figlio consegna la sua vita, Giuda consegna Gesù nelle mani di coloro che se lo vogliono togliere di mezzo, Gesù consegnerà lo Spirito. Una continua consegna e tutto all’insegna dell’amore, perché è solo l’amore il motore, il motivo, la causa di così tanto dono fino allo spreco della vita.
Gesù ci invita questa sera a riscoprire la bellezza del nostro essere dono d’amore consegnato nelle nostre mani – ha proseguito il Vescovo cesellando l’identità spirituale del pastore di anime - e attraverso ciascuno di noi questo dono d’amore deve arrivare a tutti. Nessuno può tenere per sé questo fiume d’amore vivo, ma esso deve fluire, toccare, bagnare, trasfigurare quelli che incontriamo.
Come ha fatto il carissimo Padre Zaccaria Cirrincione da Baucina, che noi vogliamo ricordare, non solo per la sua lunga vita, 97 anni compiuti, (nato il 4 settembre del 1922), non solo perché, prima ancora di compiere i 18 anni, il 20 agosto 1940, ha emesso la sua prima professione religiosa, e sette anni dopo, nel 1947, è stato ordinato sacerdote. Noi lo vogliamo ricordare non solo perché è stato, eccezionalmente, un frate cappuccino che è rimasto qui a Caltanissetta per oltre 60 anni, ma lo vogliamo ricordare perché nella sua lunga vita Padre Zaccaria ha respirato la bellezza d’amore di Dio.
Padre Zaccaria ha diretto il Seminario Serafico qui ospitato, vi ha insegnato Storia e Geografia e ne è stato anche il Padre Spirituale. È stato, anche qui in via eccezionale, parroco e guardiano della parrocchia e del convento di S. Michele. Per lunghi anni docente di Religione all’Istituto Agrario, Cappellano del Sanatorio cittadino; è stato l’Assistente dell’Ordine Francescano Secolare, a Caltanissetta e a S. Cataldo.
Era un profumo di bellezza che Padre Zaccaria diffondeva, e questo profumo nasceva dal suo profondo amore per Dio, nasceva dalla sua forte fede, nasceva dal suo cuore in canto per il suo Signore.
C’era come una liturgia continua nell’anima di Padre Zaccaria, che si svolgeva in quella semplicità, in quella quotidianità, in quell’essenzialità tipiche del carisma francescano. Padre Zaccaria era un frate francescano senza altri colori, e diffondeva l’essenzialità e la semplicità di questo darsi per amore con un cuore realmente abitato da Dio. Tanto che in un suo scritto lui chiede al Signore “Risveglia in noi la nostra anima che spesso ignoriamo o teniamo addormentata”.
Confessore e guida spirituale di tante generazioni di nisseni, nel sacramento della riconciliazione testimoniava la passione autentica con cui viveva la sua missione evangelizzatrice.“Padre Zaccaria aveva il cuore e lo sguardo di pastore – ha concluso il Vescovo Mario - uno sguardo limpido, puro della purezza di un bambino, eppure profondo. Io tante volte mi sono confessato con lui, e pur tenendo a determinati principi, non era rigorosamente imprigionato in questi principi. Per lui l’amore di Dio superava anche il rigorismo che ingessa l’anima; e quindi tante volte faceva un sorriso, ti penetrava con quei suoi occhi e ti rimandava, riconciliato con te stesso, con la Chiesa, con il Signore. Ma ti trasmetteva la serenità di chi vive nella custodia dell’abbraccio di Dio.
Padre Zaccaria non ha mai perduto la libertà del cuore ma anche la libertà del pensare e la gioia dell’amare.
Possa adesso cantare le lodi di Dio in quella Gerusalemme del cielo, insieme alla grande schiera dei santi cappuccini, ma possa anche invocare dal Signore copiose grazie per questa comunità cappuccina a noi tanto cara, per i frati, per tutta questa comunità parrocchiale, perché da S. Michele si possa irradiare la bellezza dell’amore e l’arte di consegnarsi per ricevere il dono della vita per sempre”.
 
e+

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