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"Profeti contro-corrente: innamoratevi della Parola!"

09 Luglio 2020
di Redazione
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"Profeti contro-corrente: innamoratevi della Parola!"

Conferiti dal Vescovo i ministeri ai Seminaristi

Sette giovani seminaristi hanno ricevuto l’ammissione all’Ordine sacro e i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato: dopo la Messa crismale e gli anniversari di ordinazione del Vescovo Mario e di 46 sacerdoti diocesani, il giorno dopo il volto più giovane della Chiesa nissena è stato protagonista di una celebrazione solenne e intensissima, in cui il passaggio della tradizione pastorale tra le diverse generazioni è stato rappresentato autenticamente in una Cattedrale in cui anche il popolo di Dio è stato presente a condividerne la gioia, pur con i limiti delle disposizioni di sicurezza sanitaria. 
Calogero Antonio Caputo (Sommatino), Andrea Criscuoli (S. Paolo in Caltanissetta), Arcangelo Lo Cascio (Immacolata Concezione in S. Caterina) e Fra’ Pablo Martins Da Silva (Fraternità della Copiosa Redenzione in Caltanissetta) sono stati ammessi agli Ordini sacri; Gaetano Sfragara (S. Paolo in Caltanissetta) e Michele Taibi (S. Agata in Caltanissetta) sono stati istituiti Lettori; Giuseppe Provenzano (Immacolata Concezione in S. Caterina) e Gianluca Tirrito (S. Domenico Savio in S. Cataldo) Accoliti.
Passo dopo passo verso il sacerdozio, i giovani seminaristi, accompagnati anche dalla preghiera e dal sostegno dell’Associazione Amici del Seminario, presente in Cattedrale con una delegazione, al termine di un anno pastorale reso unico dalle vicende della pandemia, hanno conquistato una tappa importante del percorso di formazione e consolidamento della loro vocazione, sostenuta da un discernimento rigoroso e meditato, anche grazie alla scelta di rimanere in Seminario durante i mesi della pandemia, come una vera comunità familiare autenticamente coesa.
La gioia condivisa dei giovani e delle loro famiglie è stata espressa con emozione dal Vescovo Mons. Mario Russotto in tutta la celebrazione e durante l’omelia, “È una gioia non solo per la comunità del Seminario ma per tutta la comunità ecclesiale della nostra Diocesi: sette Seminaristi con Fra’ Pablo vengono ad avanzare di un passo, pubblicamente, nel loro cammino verso il sacerdozio ordinato. Ed è una gioia per il Vescovo, che li ha accolti in Seminario e li vede crescere giorno dopo giorno”.
Dalle Letture della liturgia della Parola tante suggestioni: il profeta Amos ed i discepoli impauriti dalla tempesta, proposti come due icone del coraggio e dello smarrimento che possono attraversare la vicenda di chi è chiamato dal Signore al servizio della sua Parola: “Amos acquista ancora più coraggio nel proclamare una Parola che non è sua - ha proseguito il Vescovo - una Parola che, come ci rivela il profeta Geremia, è come un martello che frantuma la pietra, come un fuoco che ti brucia dentro e non riesci a contenerlo; e quandanche ti proponi in cuor tuo di non rispondere più a questa vocazione, dall’altra parte senti la presenza di un Dio così innamorato di te, di un Dio umiliato dinanzi alla soglia della tua anima che chiede l’elemosina del tuo Sì, da non poter resistere”.
Lo smarrimento e la paura dei discepoli nella tempesta sul lago di Tiberiade esprime l’altra faccia del percorso vocazionale, la sua criticità più forte: “La paura del pensare che il silenzio sia icona dell’assenza di Dio” ma “C’è una presenza di Dio nella barca della Chiesa che è fatta di silenzio, ma che non è meno forte della Parola, perché il silenzio è l’altra faccia della Parola.
Esattamente in modo opposto si comporterà Gesù sulla croce: anche Lui innalza al cielo un urlo: “Dio mio perché mi hai abbandonato?” e il cielo risponde con il silenzio; e in quel silenzio Gesù non coglie l’assenza ma la presenza premurosa del custode di Israele, che non dorme e non prende sonno. Per cui al grido fa seguire la consegna: china il capo in un fiat di fiduciosa consegna e fa dono del suo spirito, e quella consegna diventa icona della consegna di Cristo nell’Eucaristia, che raccoglie il grido di tutta l’umanità, che raccoglie i perché di tutti gli uomini e le donne, e si fa consegna di silenzioso amore, presenza eucaristica di Cristo e non assenza di Dio.
È un cammino nel deserto il nostroha proseguito il Vescovo Mario -  è un cammino in territorio straniero: in una società indifferente, in una società che non vuole ascoltare parole di verità. È un cammino faticoso, nel lago tempestoso della storia, e in questo cammino spesso possiamo essere sopraffatti dalla paura. Ma la paura è l’icona della mancanza di fede.
È la profezia che dovete riscoprire dentro di voi. La profezia non è capacità di dire semplicemente le parole di Dio, di proclamare la Parola di Dio, ma è il coraggio di parlare le parole di Dio, facendo in modo che la vostra vita sia un libro aperto della divina Parola.
Voi dovete essere profeti contro corrente, col vostro comportamento, con il martirio del quotidiano, con la vostra sete di questa Parola. Innamoratevi della Parola! Lasciate cadere le devozioni, quelle banali: innamoratevi della Parola. Vi schiuderà scrigni sconosciuti e diventerete come lo scriba saggio, che tira fuori da quello scrigno cose antiche e cose nuove, e parlerà alla vostra vita e attraverso la vostra vita, divenuta Parola, parlerà alle persone che voi incontrerete.
In conclusione l’appello del Vescovo Mario a tutti i numerosi sacerdoti presenti: “ai loro parroci, ai sacerdoti che li hanno accompagnati e tutti gli altri, per esortarvi a non avere paura, a fare la proposta ai giovani. Non abbiate paura di chiedere a loro il coraggio del Sì. I giovani aspettano solo preti coraggiosi e testimoni audaci e autentici, capaci di fare loro questa proposta. E ai giovani presenti dico: se il Signore bussa alla vostra porta non lasciatelo attendere troppo.
 
 
 
 
 
 
 
 

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