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"Attualità delle dodici Regole Alfonsiane nell'era del processo telematico"

09 Gennaio 2020
di Redazione
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"Attualità delle dodici Regole Alfonsiane nell'era del processo telematico"

Incontro di studio nell'Auditorium del Seminario

L'Unione Giuristi Cattolici, retta nella sezione nissena dall'avv. Francesco Panepinto, in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati, organizzano un incontro di studio sul tema: "Attualità delle dodici Regole Alfonsiane nell'era del processo telematico", giovedì 16 gennaio alle 15,30, nell'Auditorium del Seminario Vescovile, che sarà concluso dal Vescovo Mons. Mario Russotto.Presiede l'incontro la dott. Maria Grazia Vagliasindi, Presidente della Corte d'Appello di Caltanissetta e modera i lavori il dott. Giuseppe Pilato, Presidente del Consiglio Notarile di Caltanissetta e Gela. Dopo gli indirizzi di saluto dell'avv. Pierluigi Zoda, Presidente dell'Ordine degli Avvocati, e dell'avv. Emanuele D'Arma, Presedente dell'UGCI di Gela, introdurrà i lavori l'avv. Francesco Panepinto, seguito dalla relazione di padre Nino Fasullo, Redentorista e direttore della rivista Segno. sono previsti gli interventi del dott. Calogero Domenico Cammarata, giudice del tribunale nisseno e dell'avv. Giuseppe Iacona, Tesoriere del Consiglio Nazionale Forense.
La partecipazione al Convegno darà diritto al riconoscimento di 4 crediti formativi per gli Avvocati in materia di Deontologia Professionale.
Sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696/1787) fu il più giovane e celebre avvocato del suo tempo, nel foro di Napoli, considerato invincibile nella difesa dei suoi patrocinati. Indignato per la corruzione che dominava l'ambiente forense del suo tempo, scelse la strada del sacerdozio abbandonando la professione, nella quale aveva dimostrato grande competenza, ma soprattutto dirittura morale. Scrisse una sorta di “Dichiarazione dei doveri dell’avvocato"  che ancora oggi si propone come fondamento condivisibile della deontologia professionale. Ricordiamo brevemente le sue 12 Regole:

  1. "Non bisogna mai accettare cause ingiuste, perché sono perniciose per la coscienza e pel decoro.
  2. Non si deve difendere una causa con mezzi illeciti e ingiusti.
  3. Non si deve aggravare il cliente di spese indoverose (non necessarie) altrimenti resta all’avvocato l’obbligo di restituzione.
  4. Le cause dei clienti si devono trattare con quell’impegno con cui si trattano le cause proprie.
  5. È necessario lo studio dei processi per dedurne gli argomenti validi alla difesa della causa.
  6. La dilazione e la trascuratezza degli avvocati spesso dannifica i clienti, e si devono rifare i danni, altrimenti si pecca contro la giustizia.
  7. L’avvocato deve implorare da Dio l’aiuto nella difesa, perché Iddio è il primo protettore della giustizia.
  8. Non è lodevole un avvocato che accetta molte cause superiori ai suoi talenti, alle sue forze e al suo tempo, che spesso gli mancherà per prepararsi alla difesa.
  9. La giustizia e l’onestà non devono mai separarsi dagli avvocati cattolici, anzi si devono sempre custodire come la pupilla degli occhi.
  10. Un avvocato che perde una causa per sua negligenza si carica dell’obbligazione di rifare tutti i danni al suo cliente.
  11. Nel difendere le cause bisogna essere veridico, sincero, rispettoso e ragionato.
  12. Finalmente i requisiti di un avvocato sono: la scienza, la diligenza, la verità, la fedeltà e la giustizia."
          
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