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"Abbiamo il paradiso dentro di noi"

01 Gennaio 2020
di Redazione
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"Abbiamo il paradiso dentro di noi"

Il Vescovo nella solennità di Maria SS. Madre di Dio

Il primo giorno dell'anno è la solennità di Maria SS. Madre di Dio, e il Vescovo Mons. Mario Russotto, nel Pontificale celebrato in Cattedrale, ha affidato i propositi, i sogni e le speranze dei fedeli per il nuovo anno che comincia, "a Maria Santissima, la Theotòkos, la Madre di Dio, e dunque in Lui Madre di ciascuno di noi.""Sono tre le parole che vorrei consegnarvi - ha esordito il Vescovo - la Benedizione, la Figliolanza e la Custodia. La Benedizione: dice fine dell’aridità, vittoria sulla sterilità, apertura alla fecondità. Questa benedizione ci mette davvero sotto la protezione di un Dio che non smette mai di bene-dirci, di dire bene di noi, di volere il nostro bene, di schiudere il nostro cuore perché possiamo accogliere il suo amore.
La benedizione del Signore è come una garanzia del nostro essere, costantemente, accompagnati, amati, guidati da Dio, per arrivare alla pienezza della nostra umanità, che è la trasfigurazione nella divinità. Siamo benedetti dal Signore, e se benedetti, siamo eletti e prediletti. Noi non siamo più schiavi, non siamo prigionieri, non siamo stranieri per Dio: siamo figli, e quindi a noi figli dà tutto quello che ha dato al Figlio suo Cristo Gesù.
È bello sentirci figli - ha proseguito il Vescovo Mario - vuol dire che nessuno di noi può vivere nell’orfananza, o nell’indifferenza, come se Dio non ci fosse, come se nessuno ci volesse bene. Siamo figli, e i figli possono chiedere qualsiasi cosa al Padre; ma soprattutto siamo chiamati, in quanto figli, ad obbedire a questo Padre, perché Lui non ci vuole schiavi, ci vuole eredi.
Eredi del paradiso: e il paradiso è dove c’è Dio. Quindi se la nostra anima diventa uno scrigno di Dio, e Lui è lì e noi lo custodiamo, abbiamo il paradiso dentro di noi. E ovunque noi andiamo portiamo questo paradiso di Dio, che è armonia nelle relazioni, serenità dell’anima, che è congiunzione della nostra vita con la vita divina di Colui che non ha disdegnato di assumere il volto d’uomo."
"Anche ciascuno di noi - ha concluso il Vescovo - in Maria e come Maria, può diventare generatore di vita. Proprio perché figli possiamo nascere a nuova paternità, a nuova maternità. Ogni qualvolta con la nostra preghiera tocchiamo la vita delle persone che ci vengono affidate siamo padri e madri; ogni qualvolta viviamo in pienezza la figliolanza e apriamo il cuore all’accoglienza; siamo padri e madri ogni qualvolta, come Maria, ci chiudiamo nella stanza del cuore per pregare, adorare, contemplare il Signore, nel paradiso che è il cielo della nostra anima."
 
(Foto Michele Pecoraro)

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